TFR conservato in azienda o destinato ad un fondo pensione: cosa scegliere?
Buongiorno e ben ritrovati, oggi vi voglio parlare di Trattamento di Fine Rapporto, anche detto TFR.
Iniziamo, però, dando una breve spiegazione di che cos’è il TFR.
Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, è disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile, di cui citiamo il primo comma:
In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto a un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.
Semplificando, si tratta dell’equivalente di uno stipendio all’anno, accantonato dal datore di lavoro o, come vedremo, destinato ad un fondo pensione, al fine di contribuire alla previdenza complementare del lavoratore.
- tassazione del capitale accantonato e della sua rivalutazione;
- rendimento di suddetto capitale.
Ora andiamo ad analizzare entrambe le possibilità. Come prima opzione analizziamo la scelta di lasciare il TFR in azienda.
- Tassazione del capitale accantonato
- Tassazione della rivalutazione del capitale accantonato
- Rendimento del capitale
Il TFR lasciato in azienda viene rivalutato al tasso dell’1,5% + 75% del tasso di inflazione al dicembre dell’anno precedente, dunque in misura prestabilita.
Nel caso del TFR in un fondo pensione, l’adesione al fondo può essere di due tipologie, in base al fatto che la scelta venga esplicitata oppure no:
- Adesione esplicita: avviene quando si decide di versare il TFR in un fondo pensione entro 6 mesi dall’assunzione.
- Adesione tacita: avviene quando il lavoratore non si esprime entro i 6 mesi previsti. Si viene iscritti automaticamente al Fondo pensione negoziale previsto dal CCNL o contratto aziendale. Questo succede nel caso in cui l’azienda ha più di 50 dipendenti.
È importante fare una precisazione. Un lavoratore può scegliere di aderire al fondo pensione in qualsiasi momento.
- Tassazione del capitale accantonato nel fondo pensione
Le prestazioni finali per i lavoratori del settore privato, sia in forma di rendita che di capitale, vengono tassate con un’aliquota del 15% che si riduce dello 0,30% all’anno per ogni anno di permanenza nel fondo pensione oltre il quindicesimo, fino ad un’aliquota minima del 9%.
- i contributi versati nel fondo sono deducibili dal reddito IRPEF, con un tetto massimo annuale pari a 5.164,57 euro;
- i rendimenti che sono maturati durante la gestione dei versamenti subiscono un prelievo fiscale tramite tassazione sostitutiva pari al 12,5% sui rendimenti da Titoli di Stato e al 20% sui rendimenti da altri impieghi contro il 26% di tutti gli altri investimenti, questo prelievo è fatto direttamente dal fondo annualmente.
E i vantaggi non sono finiti qui, nelle prossime colazioni tratterò il vantaggio fiscali per l’Azienda nell’esternalizzare la gestione del TFR dei suoi dipendenti e le varie tipologie di fondi pensione.
Oggi vi voglio intrattenere su qualcosa di diverso dal solito, che può essere una interessante lettura solo per una parte di voi: gli imprenditori.
Il TFM è una forma di compenso differito che una società può riconoscere ai propri amministratori e non solo, anche nei confronti di tutti quei soggetti che lavorano per la società ma non sono legati da alcun vincolo di subordinazione con essa, quindi sono dei collaboratori.
Il trattamento di fine mandato non è disciplinato direttamente dalla legge ma è un concetto derivato dalla combinazione di due diverse norme del codice civile: l’articolo 2120 e l’articolo 2364.
- l’articolo 2120 del Codice Civile: tratta il tema del trattamento di fine rapporto.
- l’articolo 2364 del Codice Civile: attribuisce tra i compiti dell’assemblea ordinaria di una società quello di determinare il compenso degli amministratori.
Queste norme consentono alle società di stabilire un compenso aggiuntivo e differito per i propri amministratori, creando una sorta di analogia fra il TFM ed il trattamento di fine rapporto TFR dei lavoratori dipendenti.
Vediamo assieme le principali caratteristiche e vantaggi del TFM.
La tassazione separata per gli amministratori al posto della tassazione ordinaria è una facoltà: di conseguenza, ove l’applicazione della tassazione ordinaria dovesse risultare più conveniente ci si potrà avvalere di quest’ultima.
L’accantonamento del TFM non dovrebbe superare il 15% o al massimo il 20% del compenso annuo dell’Amministratore. In effetti è poco credibile la circostanza nella quale, ad esempio, il compenso annuo ammonta a € 50.000,00 e l’accantonamento a € 40.000,00. In questo modo l’azienda porterebbe in deduzione l’intera quota. Questa circostanza rileverebbe, a giudizio dell’Agenzia delle Entrate, una “elusione fiscale”.
Sulla tassazione del trattamento di fine mandato c’è anche da dire che per importi di TFM inferiori al 1.000.000 di euro e con data certa verrà applicata la tassazione separata. Per gli importi superiori al milione di euro è obbligatoria la tassazione ordinaria.
Quali sono i principali strumenti finanziari su cui accantonare il TFM?
- Conto corrente dell’impresa
- Fondi d’investimento
- Polizze a premi unici ricorrenti in Ramo V, dette a Capitalizzazione.
Lo strumento più usato e quello che io consiglio vivamente è il prodotto assicurativo a premi unici ricorrenti. Ecco i motivi di tale predilezione:
- Il capitale accantonato si rivaluta e spesso la polizza può prevede una rivalutazione minima garantita con consolidamento del risultato
- viene salvaguardato l’equilibrio finanziario nell’esercizio in cui verrà corrisposta l’indennità poiché il TFM viene erogata direttamente dall’assicurazione.
- rappresenta una garanzia a favore dei beneficiari, poiché i capitali garantiti da tali strumenti sono impignorabili ed insequestrabili
- E’ uno strumento dichiarato ADEGUATO dalla normativa vigente
- Insequestrabile ed impignorabile
- Possibili copertura caso morte
- Possibilità per la società di ottenere prestiti a fronte degli accantonamenti in polizza
- Professionalità e specializzazione della Compagnia Assicurativa nella gestione del denaro investito
- L’azienda in quanto contraente della polizza ha la possibilità di disporre delle cifre e se beneficiaria della polizza, alla mancanza dell’amministratore le somme accantonate possono ritornare in capo all’azienda
Conclusione
Oltre al beneficio fiscale, il TFM può essere considerato come importante polmone pensionistico, senza avere però i vincoli del Fondo Pensione, nel senso che viene incassato interamente a prescindere dall’ammontare e non deve per forza essere trasformato, interamente o in parte in rendita.
Infine, il TFM è una garanzia anche per quell’amministratore che si trovasse in condizione di dover essere “licenziato” per il quale quanto accantonato potrebbe consentire di avere il tempo e le risorse per ritrovare la giusta riallocazione nel mercato del lavoro.
Spero di aver stuzzicato, ancora una volta, la vostra curiosità, buona colazione e buon sabato.
Fedora Nadia Tamellini
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